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Il vero problema non è il metodo di studio

  • Immagine del redattore: Mirko Garofalo
    Mirko Garofalo
  • 19 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Bambini e lettura contro analfabetismo funzionale

Quando un bambino fatica a studiare, la reazione più comune è cercare un metodo.Mappe concettuali, schemi, riassunti, strategie di memorizzazione.


Tutto utile. Ma spesso inutile.


Perché il vero problema, nella maggior parte dei casi, non è il metodo di studio. È come i nostri figli leggono prima ancora di studiare.


Se la lettura iniziale è veloce, confusa, meccanica, qualsiasi intervento successivo arriva troppo tardi. Si cerca di costruire sopra una base fragile. E quella struttura, prima o poi, crolla.


L’analfabetismo funzionale nasce esattamente qui: non dall’incapacità di leggere,ma dall’abitudine a saltare il senso delle frasi.


Cosa intendiamo davvero per “lettura consapevole”


Quando si parla di lettura consapevole, spesso si crea confusione. Non significa leggere lentamente per forza. Non significa sottolineare tutto. Non significa rileggere più volte lo stesso testo sperando che, prima o poi, “entri”.

La lettura consapevole è una lettura in cui ogni singola frase viene capita prima di passare alla successiva.


Ogni frase non è un dettaglio accessorio, ma una unità di senso. È la base logica su cui si costruisce il concetto che verrà dopo. Se quella base non è chiara, tutto ciò che segue diventa instabile.


Leggere non è scorrere: il passaggio che fa la differenza


Nella pratica quotidiana, molti bambini leggono in modo automatico. Una frase dopo l’altra, senza fermarsi, senza interrogarsi, senza collegare.

Frase. Avanti. Avanti. Avanti.


La lettura consapevole introduce invece un passaggio decisivo: capire prima di proseguire.

Ogni frase ha un ruolo attivo nel testo. Può aggiungere un’informazione, chiarire ciò che è stato detto prima o preparare il terreno per ciò che verrà dopo. Se questo movimento interno viene saltato, il testo perde significato e diventa solo una sequenza ordinata di parole.


La lettura che prepara lo studio (prima del metodo)


Questa modalità di lettura non è ancora “studio”. È ciò che viene prima dello studio. È una fase di comprensione pura, spesso trascurata, ma fondamentale. Leggere in modo consapevole significa procedere una frase alla volta, fermandosi quanto basta per chiedersi:“Cosa sta dicendo davvero?”“Saprei dirlo con parole mie?”


Se la risposta non è chiara, andare avanti non aiuta. Anzi, peggiora le cose.


Una volta compresa la singola frase, il passaggio successivo è collegarla a ciò che è stato letto prima. Non per memorizzare, ma per costruire senso:questa frase aggiunge qualcosa? Spiega meglio? Cambia prospettiva?


Infine, serve un controllo minimo ma decisivo: una micro-riformulazione interna, un pensiero semplice come “fin qui ho capito che…”. Non un riassunto, ma una verifica che il filo non si sia perso.


Perché questo approccio previene l’analfabetismo funzionale


Insegnare a leggere in questo modo, fin da piccoli, significa allenare competenze profonde. Non la memoria meccanica, ma la comprensione. Non la ripetizione, ma il pensiero.


Un bambino che legge così impara a non saltare i passaggi logici, sviluppa attenzione al linguaggio e al significato preciso delle parole, costruisce concetti solidi invece di accumulare frasi vuote.


Quando incontra testi nuovi, non va in difficoltà. Sa come affrontarli, perché ha imparato come funziona la comprensione.


Il metodo di studio viene dopo (e solo allora funziona)


Mappe, schemi e riassunti sono strumenti potenti.Ma funzionano solo se il testo è stato capito frase per frase.


In caso contrario, il rischio è quello di uno studio solo apparente: parole copiate, frecce colorate, esposizioni a memoria. Tutto sembra funzionare, ma la comprensione non c’è. La lettura consapevole non sostituisce il metodo di studio.Lo rende possibile.


Il ruolo dell’adulto: rallentare senza sostituirsi


Il compito di genitori e insegnanti non è spiegare il contenuto al posto del bambino, ma insegnargli a fermarsi. A non scivolare sul testo, a dialogare con ciò che legge.


Domande semplici aiutano più di mille spiegazioni: cosa sta dicendo questa frase? se non ci fosse, cosa mancherebbe? cosa prepara per la frase dopo?


Così il bambino impara a interrogare il testo, invece di subirlo.


Il seme della comprensione


Prima di chiedere a un bambino di studiare, memorizzare o esporre, dovremmo chiedergli una cosa sola: capire una frase alla volta. È in questo gesto piccolo e paziente che si costruiscono tre elementi decisivi per il futuro: la comprensione, l’autonomia, il pensiero.


Ed è lì che l’analfabetismo funzionale viene fermato, prima ancora di nascere.

 
 
 

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